mercoledì 31 agosto 2016

Prêt-à-habiter: i monolocali gioiello di Martina Margaria| Monolocale Ampere

Vi ricordate il post riguardante San Pietroburgo? Lo stile ricco e l'arredamento visivamente presente del monolocale? Bene, oggi riprendiamo a parlare di piccoli ambienti, ma questa volta introducendovi in una dimensione più minimal e razionale, presentandovi un architetto che dell'essenzialità, associata ad un design di qualità, ne ha fatto il suo punto di forza. 
Oggi parliamo di Martina Margaria e dei suoi monolocali gioiello.

Fondatrice di Milano Abita, società che acquista e rinnova immobili con capitale proprio per poi rivenderli senza commissioni d'agenzia, ad oggi è tra le più apprezzate interpreti italiane del concept "prêt-à-habiter", fenomeno nato e sviluppatosi con successo tra le più importanti  e dinamiche città del mondo , nelle quali la richiesta di piccoli ambienti, ben rifiniti e completamente arredati, appare da sempre in forte crescita.
E proprio queste necessità hanno indotto l'architetto Margaria ad introdursi in una dimensione immobiliare più ridotta e, talvolta, anche più difficoltosa, che vede protagonisti i piccoli ambienti: appartamenti  dai 7 ai 25 mq, nei quali l'uso dello spazio e dei volumi viene ragionato per dare vita a soluzioni funzionali e nel contempo esteticamente pregevoli. Il segreto di tale successo? Cura per i dettagli e materiali di qualità.


Monolocale Ampere|

Il primo dei tre monolocali gioiello di cui voglio parlarvi oggi, è situato in via Ampere dove, tra palazzi d'epoca e poli universitari, il team Margaria ha veicolato il proprio lavoro per la riqualificazione di questa graziosissima mansarda.
Difficile rimanere impassibili di fronte al senso di pace e di tranquillità che queste immagini suscitano, trovate? Generosamente illuminato e ben armonizzato nel suo insieme, è un appartamentino a cui non manca proprio nulla: area living, cucinino, bagno e zona notte.
Due concetti su cui si fonda questo progetto? Utilizzo di materiali pregiati, come il parquet in rovere sbiancato o il rivestimento per il bagno,in marmo verde Ming importato dall'Oriente; e l'uso di una palette monocromatica sui toni del bianco per ottenere una sobrietà diffusa che possa rispondere alle esigenze estetiche dell'utenza.



Benché nello stesso ambiente si trovino a convivere area living e cucina, i due spazi si fondono in modo armonico, anche grazie all'uso sapiente dei mobili che permettono, tra librerie, mensole componibili ed armadiature specchiate, di riporre stoviglie, oggetti e vestiti.



Come suddetto, il colore che fa da base all'arredo è giocato su sfumature che richiamano la terra e la natura: tonalità soft e delicate che, oltre ad illuminare e ad ampliare otticamente l'appartamento, permettono di personalizzare le stanze con dettagli più accesi.





Piccolo -e neanche tanto!- ma ben organizzato, il bagnetto rappresenta il fiore all'occhiello di questo appartamento che, grazie al rivestimento in filagne di  marmo verde (di spessori e dimensioni diversi), sanitari sospesi e specchi incassati, regalano un'atmosfera lussuosa  e confortevole.


A presto con un nuovo post!

Ps. qui i link agli altri due monolocali: monolocale Colonnetta e monolocale Eustachi


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