lunedì 26 giugno 2017

"Estate Artistica" il contest estivo di Carta da parati artistica


Tempo di annunci e belle notizie!

Sono stata selezionata per partecipare, assieme ad altre 16 blogger ed interior designer, al contest estivo di Carta da parati artistica.

In cosa consiste il concorso? 

L'azienda ci ha proposto di realizzare una moodboard avente come tema uno dei colori candidati da Pantone a diventare simbolo della  Primavera/Estate 2017.


Le moodboard, a questo punto, diverranno ispirazione per i designer di Carta da parati artistica i quali realizzeranno delle opere a tema.
A partire dal 21 giugno, primo giorno d'estate, sui profili social di Carta da parati artistica verranno pubblicate tutte le moodboard e le relative carte da parati le quali potranno essere votate e sostenute durante tutto il corso del mese.
Il Contest si chiuderà il 21 luglio prossimo e sulla base dei "like" totalizzati su Facebook, Instagram e Google+  si decreterà la blogger vincitrice.

Detto ciò, il concorso è ufficialmente iniziato (yyhhee!!) e finalmente posso mostrarvi la mia proposta e la carta realizzata sulla base della mia idea.

Moodboard| Pantone Niagara

Il colore che ho scelto è Pantone Niagara (come poteva non esserlo d'altronde?).
Che venga decretato colore della Primavera/Estate 2017 o meno, adoro questo colore.
Pochi colori mi rilassano e mi attirano come questo, e se penso ad un colore che mi faccia sentir bene penso proprio a lui. Mi piace la sua punta polverosa, il fatto che risulti presente nell'ambiente, ma senza, per questo, apparire fastidioso e "stucchevole", una sfumatura azzurro elegante e sofisticata, rilassante e distensiva. Quanti aggettivi per descrivere un colore, trovate? Eppure è proprio così. 
E questo è ciò che è scaturito dal mio fantasticare: eleganza e raffinatezza come solo un interno haussmanniano sa essere, rilassante e distensiva come una chiacchierata tra amiche, leggero come un fascio di palloncini al quale legarsi e volare via. 




Wallpaper| designer Simone Solinas

La carta da parati realizzata è opera del designer Simone Solinas, e trovo che il risultato finale sia molto coerente con la mia moodboard, non trovate? 
Il pattern che fa da sfondo, assieme alla vista sulla città, alla scritta sostenuta dai palloncini mi piace molto, e trovo che il tutto si armonizzi molto bene e restituisca quello che apprezzo di questo colore. Spero possa piacere anche voi.


La carta da parati inserita in un contesto domestico. Molto carino,vero?


a questo punto la domanda è

vi andrebbe di sostenermi? 

Se la mia idea vi è piaciuta e vi farebbe piacere dimostrarmelo con un pollice in su {Facebook}, un cuoricino {Instagram} o un più {Google+}, potete correre sui social di Carta da parati artistica ed esprimere il vostro apprezzamento!

Ringrazio ancora Carta da parati artistica per avermi trovata tanto interessante da esser giudicata adatta a parteciparvi, a Simone Solinas che ha creato questa fantastica interpretazione della mia moodboard, e a tutti quelli che mi hanno dedicato un attimo del loro tempo per votare il mio lavoro.

grazie di cuore

Madeleine


info link per votare e saperne di più su Carta da parati artistica


lunedì 13 marzo 2017

Greenery. Il colore dell'anno secondo Pantone


Greenery. Parliamone.

"Greenery è una tonalità verde-gialla fresca e frizzante che rievoca i primi giorni di primavera, quando le infinite sfumature di verde della natura si risvegliano, si riaccendono e tornano a essere più belle che mai. Tipico delle chiome verdeggianti e delle distese lussureggianti dei paesaggi naturali, Greenery richiama il bisogno di respirare aria pulita, riossigenarsi e attingere nuova linfa"

Queste le parole utilizzate dal sign. Pantone per descriverci Greenery, ma noi cosa ne pensiamo veramente? Sarò sincera, sono una fervente sostenitrice dei colori riposanti, quelli che contengono una lieve punta di grigio, un po' polverosi e tanto tanto comfy. 
Eppure, se pur in piccole o medie dosi, potrei apprezzarne anche io la frizzante ventata che potrebbe regalare ad uno spazio di casa o, perchè no?, ad un luogo di lavoro.
Non vi convincono le mie parole? Aspettate a dirmi subito "no", e proviamo ad immaginarlo in qualche ambiente o tra gli scaffali della nostra libreria per riflettere sulle sue potenzialità.

Il verde in tavola? Perché no!
L'effetto primavera è assicurato, e dio solo sa quanto abbiamo tutti bisogno di una generosa dose di primavera in queste giornate umide e piovose. Il mio consiglio è quello di mixarlo a non colori, materiali trasparenti o naturali: sì a mise en place dall'allure vintage o moderna. Nel primo caso possiamo sdrammatizzare la ricercatezza di un bicchiere lavorato, oppure utilizzare dei piatti dalla linea pulita in associazione ad altri dalla fattura più ricercata.
Nel secondo, tra incursioni naturali per addolcire un look più contemporaneo, via a sottopiatti e posate in legno, piatti come foglie e caraffe dal design straordinario.





E se Greenery lo inserissimo nel living? 
A meno che non amiate gli accostamenti arditi e i contrasti decisi, è possibile lavorare con un colore simile a piccole dosi. I cuscini, in questi casi, risultano i nostri migliori alleati: attraverso loro possiamo sperimentare colori che, altrimenti, faremmo fatica ad inserire nella nostra dimensione. Ci aiutano a capire se il risultato finale ci piace e, se superato l'ostacolo "colore", considerare l'idea di introdurlo in modo più deciso. Come? Ad esempio con una piantana, dal design ricercato e minimal,  per ravvivare un angolo poco sfruttato del soggiorno; oppure una poltrona che si insinui tra dei sobri sofà per caratterizzare visivamente uno spazio intimo tutto nostro.


I complementi d'arredo sono come i cuscini, ma con un twist in più: non solo ci permettono di aggiungere un tocco di inusuale colore, ma, se accompagnati da una buona dose di ironia, possono aggiungere originalità, comunicare "Ehi, qui nessuno si prende troppo sul serio!", o, meglio ancora, divenire un elemento di rottura capace di riequilibrare persino il contesto più statico e formale: pensate all'effetto di un Chesterfield in velluto illuminato da una lampada a forma di cactus, e ditemi se l'insieme non  risulta sfacciato si, ma  proprio per questo riuscito. 


Cosa ne pensate? Vi ho, anche solo in minima parte, convinti delle potenzialità di questo colore così particolare? Non abbiate paura di sperimentare, di aprirvi a nuove possibilità, il bello del design è anche questo: vi asseconda, muta assieme a voi e può aggiungere sfumature sempre nuove ai vostri interni. Provate a scoprire cosa c'è al di là delle certezze, al di là della "comfort zone". 
Di tanto in tanto, uscire fuori dagli schemi non fa altro che bene.

A presto con un nuovo post!

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lunedì 20 febbraio 2017

Case da Sogno #20 Parigi


Se vi steste chiedendo se vi sia una qualche relazione tra questo appartamento parigino e il Christian Grey della trilogia Cinquanta sfumature di grigio....ebbene...mi duole deludervi ma...anche no.
Volevo un titolo che esprimesse la totalità dell'interno e, visto il gran parlare per l'uscita della seconda pellicola tratta dalla saga, a questo punto, anche lievemente ironico.  

Pare proprio che io abbia un debole per Parigi, trovate? 
Ma se mi conosceste anche solo un pochino, sapreste che non riesco a rimanere indifferente di fronte a questi interni. 
Da cosa potremmo partire? Beh prima di tutto dalla scelta dell'arredo, dal modo in cui questo dialoga con l'architettura storica. Dalle linee pulite e rigorose accostate a quelle più voluttuose e morbide.
Da una palette colore che non potrebbe risultare più appropriata ed opportuna, in cui le sfumature del grigio vengono stemperate dalla brillantezza dell'oro.



Come caratterizzare una zona pranzo? Con un lampadario importante, proprio come questo qui: né troppo basso ma neanche troppo alto. Presente sì, ma con discrezione grazie alla trasparenza delle boule di vetro. Moderno, ma con una generosa dose di opulenza regale. 












Le due camere da letto fanno brillare gli occhi, e francamente non saprei quale fra le due scegliere...(bugia, so qual è la mia preferita!). Anche nella zona notte prosegue il  medesimo concept, in una scansione armoniosa di moderna rigorosità e sfarzosità haussmaniana, tra superfici laccate, modanature dorate ed incursioni marmoree.







Apprezzabile e coraggiosa la scelta di far proseguire il parquet sino alla stanza da bagno (forse meno quella di disporre un tappeto ai piedi del lavabo), ma non sono del tutto convinta che mi piaccia lo stacco cromatico/materico che si crea tra questo e il box doccia. Forse avrei fatto l'opposto: avrei proseguito il marmo a pavimento per dare continuità e caratterizzare maggiormente l'ambiente.


E poi c'è lei, vestita di ineluttabile bellezza ed eleganza. Come non amare una camera simile? 
Soggetto principe della scena è, senza dubbio, l'imponente testata del letto. Suppongo che l'idea di differenziarla dalle restanti partizioni murarie sia riconducibile proprio al suo valore e funzione. Un elemento da enfatizzare e porre in primo piano.









E voi cosa ne pensate di questo appartamento? Concordate con me, o trovate che lo stile impresso renda il tutto troppo algido e formale?

Nel frattempo, a presto con un nuovo post!



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